Quando Paper Project mi ha mandato l’invito per partecipare alla quinta edizione di Top Chef Italia non ho avuto un attimo di esitazione, DOVEVO accettare: avrei avuto l’occasione di incontrare alcuni tra i miei chef preferiti, tra cui Antonino Cannavacciuolo, mio idolo (spezzo una lancia a suo favore: la televisione ingrassa, è più alto che largo ed è molto gentile).

L’evento si è tenuto lunedì 20 ottobre, negli spazi della Galvanotecnica Bugatti a Milano, ed è stato organizzato da Ventura, azienda leader nel mercato della frutta secca.

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Il tema della manifestazione è stato l’unione tra arte e cucina d’autore: i grandi chef presenti hanno donato oggetti a loro cari, che sono diventati vere e proprie sculture.
Dal grembiule colorato di Moreno Cedroni, a un quadro disegnato da Davide Oldani; uno dei primi coltelli di Andrea Berton, il tagliaricci di Antonino Cannavacciuolo e una pubblicazione di Luca Montorsino: questi erano solo alcuni dei pezzi in mostra.

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Vedere insieme così tante eccellenze della cucina italiana è stato un sogno che si avvera! L’evento è iniziato con la presentazione di tutti gli chef sul palco, 40 personaggi che hanno scritto la storia recente della cucina italiana; tra i più importanti, oltre ai già citati, Andrea Berton, Pietro Leeman, Elio Sironi, Massimo Spigaroli e Ilario Vinciguerra.

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Gli chef hanno poi giudicato i risotti di quattro food blogger che si sono sfidate in un cooking show, dove l’ingrediente protagonista era la frutta secca Ventura. Forchetta alla mano, hanno assaggiato i quattro piatti proposti: un riso venere thailandese con salsa di ostriche, lemongrass e mandorle della food blogger Vatinee, risultata poi la migliore, un risotto alla zucca con nocciole e speck, un risotto allo champagne, mirtilli e pinoli e uno all’uvetta e zenzero. Dopo la scelta dei giudici anche gli ospiti hanno potuto assaggiare i piatti… il mio vincitore era quello alla zucca, di tre spanne superiore agli altri!

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Nel corso dell’evento ho gustato 4 piatti preparati da altrettanti grandi cuochi: un risotto allo zenzero con spuma di cavolo romanesco affumicato di Pietro Leeman (su una scala da 1 a 10 valeva almeno almeno 15… una meraviglia per il palato), uno spiedino di cervo e prugna di Tommaso Arrigoni, i dessert di Luca Montorsino e l’”Oro Napoletano”, una rivisitazione della pastiera napoletana di Ilario Vinciguerra (una mini frolla servita su un cucchiaio, con il ripieno classico della pastiera racchiuso in un guscio dorato… è stata favolosa, peccato la dimensione, ne avrei mangiate altre 10!).

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Ritrovarmi così vicino a chef di questo calibro è stato veramente emozionante, ringrazio Paper Project per avermi invitata a partecipare!

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