Già da lontano quest’isola si annuncia interessante, dominata dalla mole del Teide, un vulcano alto più di 3700 metri.

Con i suoi oltre 2000 chilometri quadrati di superficie e quasi 900 mila abitanti, Tenerife è la maggiore delle Canarie. E’ anche la più importante a livello di destinazione turistica. Dal punto di vista paesaggistico, è sufficiente allontanarsi dalle principali spiagge per trovare una natura esplosiva, spettacolare, incredibilmente varia, basti pensare alle pendici del Teide, con le sue contorte formazioni laviche, alla penisola di Anaga, incredibilmente selvaggia e scoscesa, oppure alla zona compresa fra Los Gigantes, Garachico e il faro di Punta del Teno: un delirio di valli vertiginose percorso da strade fra le più tortuose che si possano immaginare. La vecchia capitale, La Laguna è stata inserita dall’Unesco nella lista dei patrimoni dell’Umanità. E’ una cittadina affascinante, piena di vita, interessante da visitare, caratterizzata da un clima fresco e variabile. Di fatto è un’ottima base per partire alla scoperta delle 5 Doc di Tenerife: Abona, Tacoronte-Acentejo, Valle de Güimar, Valle de la Orotava and Ycoden-Daute-Isora. 5 zone vinicole per un totale di circa 4500 ettari vitati, 3500 viticultori e un’80ina di cantine di produzione. Graziate da un clima da sogno, le vigne arrivano a 1700 metri di altitudine e qui, nel 1992, è nata la prima DO (Denomination de Origen) delle Canarie. A Tenerife si vinifica da almeno 500 anni e fino alla metà del ‘700, l’esportazione di vino verso l’Europa e l’America era una delle principali voci economiche dell’isola.

Sex&Wine è l’iniziativa più attuale della storica Bodega Monje, che merita una visita anche per la cantina in se stessa oltre che per la promessa di baccanali.

Concetto da interpretare nella sua chiave più ampia, riconoscendo al vino il ruolo di catalizzatore dei piaceri della vita. Il vino è storia, è cultura, è tradizione e arte, ma è anche piacere, come dice Felipe Monje, vignaiolo illuminato di quinta generazione e motore di questa realtà. La visita comincia fra vigne di 200 anni, prosegue fra botti di 300, si snoda fra barriccaie di design e termina fra le prospettive in chiaroscuro dei locali del wine club, dove si celebrano i baccanali di Wine & Sex, marchio registrato da Monje che commercializza una linea di prodotti sexy legati alle seduzioni del vino.

Chi non si trovi a Tenerife in occasione di uno degli appuntamenti di Wine&Sex, può degustare i vini Monje nell’ottimo ristorante annesso alla Bodega, dove la cucina si concentra sui piatti della tradizione. Fra i bianchi da ricordare il Drago Blanco, ottenuto da uve Listan blanco in purezza, il Tinto Tradicional, ottenuto da uve Listan Negro per l’85% e Listan blanco per il 10% e Negramoll per il restante 5%. Viene elaborato per macerazione carbonica, è un vino assai gradevole, da consumare giovane e bere fresco con il baccalà, lo stoccafisso e le braciole di maiale. Minerale e speziato, l’inconsueto Listan Negro 2008 che passa 6 mesi in barriques di rovere americano. Il legno non è invadente, il vulcano continua a far parlare di sé e questo vino si beve con grande piacere. Da provare anche l’altro rosso ottenuto da un vitigno autoctono poco conosciuto, la Tintilla.

Per farsi un’idea generale della produzione vinicola di Tenerife bisogna andare a El Sauzal alla Casa del Vino La Baranda: si tratta di un indirizzo imperdibile, a partire dalla posizione a picco sul mare, fra i vigneti. All’interno della villa padronale perfettamente ristrutturata, si trovano il Museo del Vino, l’enoteca, dove si trovano tutti i vini di Tenerife, e la sala di degustazione, dove il personale gentile e preparato vi guiderà alla scoperta dei tesori enologici dell’isola.

Interessante iniziativa della Casa del Vino è la recente creazione de “La Despensa del Tenerife” negozio virtuale dove comprare una grande selezione di sapori tipici di Tenerife e una completa offerta enologica. Visto che i vini di quest’isola non sono facilmente reperibili all’estero questa è un’ottima opportunità per chi volesse farsi arrivare qualche bottiglia. Ed è proprio qui che assaggiamo alcuni dei vini più sorprendenti del viaggio. In particolare con l’etichetta Humboldt degustiamo 4 vini dolci, fortificati, vinificati da Bodegas Insulares, il maggior produttore dell’isola. Indimenticabili il Malvásia Clásico 2005, ottenuto da uve malvasia e fortificato dopo 6 giorni di fermentazione con l’aggiunta di alcool e maturato in barriques per 36 mesi. E’ un vino potente, complesso, seducente, minerale, capace di accompagnare i formaggi erborinati, quelli stagionati e la pasticceria secca. Poi lo splendido Blanco 1995: ottenuto da uve Listan Blanco in purezza, maturate in barriques di rovere americano per 5 anni e affinato in bottiglia per 84 mesi prima della commercializzazione. Vino da meditazione, se servito freddo si rivela ottimo per l’aperitivo. Da provare anche il Malvásia da vendemmia tardiva.

Poco lontano, la micro Bodega Crater fondata da un gruppo di amici nel 1998.

Un piccolo capannone nel centro abitato di El Sauzal, pochi ettari di vigna in proprietà ad ogni socio condotti in regime biologico o biodinamico, tanta passione e il lavoro di una giovane enologa, Loles Perez, per 2 vini, prodotti in quantità minime ogni anno, ma decisamente straordinari. Crater e Magma sono i due nomi che annunciano senza mezze misure il carattere di questi vini. Un carattere che abbiamo ritrovato nel bicchiere. Il primo, il Crater, è ottenuto da uve Listan Negro per il 60% e Negramoll per il 40% provenienti da agricoltura biologica. Le due uve sono selezionatissime e vinificate separatamente per parcella. Il vino matura in barriques per 6 mesi e poi affina in bottiglia almeno 40 mesi. Il 2010 si è rivelato di un colore rosso rubino intenso. Al naso è ampio, fine, complesso, persistente con sentori di cenere, vulcano, pietra focaia. In bocca è secco, potente, concentrato, minerale, elegante ed equilibrato. Promette grandi doti d’invecchiamento, ma la finestra di beva è già aperta. Un vino di gran classe da abbinare alle grigliate e alle carni rosse in generale, ma anche allo stoccafisso. Il Magma è enorme, giustamente vulcanico. E’ un vino da degustare con attenzione. Ottenuto da uve Negramoll per il 90% e Syrah per il rimanente 10%, provenienti da vigneti condotti in regime biodinamico. E’ unico, potente, rotondo, molto concentrato, pieno. Il naso racconta di vulcani e frutta rossa. Vino da meditazione, diverso da qualsiasi altro, può essere abbinato anche coi formaggi stagionati. Formidabile.

L’ultima cantina di cui vogliamo parlare a Tenerife è la Bodega Viñátigo, nella Doc Ycoden-Daute-Isora, che splende nel panorama isolano per i suoi bianchi secchi (Malvasia, ma anche Marmajuelo), per il rosso ottenuto da uve Tintilla e per una Malvasia dolce considerata fra le migliori di Spagna. La cantina si trova a La Guancha, sulla costa nord di Tenerife, e merita senz’altro una visita.

Info: www.spain.info

Bodega Monje

Bodega Crater

Humbolt

Bodega Viñatigo