Nuovo appuntamento con un ingrediente di stagione. Dopo gli asparagi anche maggio è all’insegna del verde, parliamo infatti delle fave, legumi che si trovano al mercato già da qualche settimana e che vi consiglio di provare subito prima di dover attendere che tornino di stagione… la prossima primavera!

Origini e proprietà

Tra i legumi conosciuti oggi le fave sono probabilmente quelli usati da più tempo: se ne trova traccia sin dall’antichità, perfino in alcune tombe egizie del 2400 a.C., nonché negli scavi di Troia e Creta. Pensate che erano così comuni nell’antica Roma da ispirare il nome della famiglia dei Fabi, tra le più importanti nella storia dell’Urbe. L’usanza di prendere il nome dai legumi era piuttosto diffusa tra le famiglie romane: vi dice niente il nome Ciceroni?

Nei secoli le fave hanno mantenuto intatta la loro fama avvicinandosi anche alle classi meno abbienti. È nei momenti di crisi, come ad esempio il Medioevo, che la fava diventa il “cibo dei poveri” scelto per le sue alte proprietà energetiche, tipiche dei legumi, e il costo contenuto.

I semi delle fave, contenuti in lunghi baccelli carnosi, variano in grandezza e colore secondo le varietà, passando dal verde-giallastro al violaceo. Il periodo migliore per la raccolta e il consumo è la tarda primavera, quindi questo è il momento giusto per sperimentare nuove ricette con le fave.

Fave - Claudia Minnella per Paper Project

In cucina: impariamo a preparare le fave.

L’unico grosso ostacolo al consumo delle fave, bisogna essere sinceri, è la pigrizia. Sgranare e sbucciare ogni seme richiede, infatti, un po’ di tempo ma una volta superato quest’ostacolo le preparazioni possibili sono molteplici.

Crude, le fave fresche possono essere usate in insalate, in abbinamento a formaggi e salumi. L’importante è che siano non troppo grosse e che all’acquisto i baccelli siano ben verdi, croccanti e integri.

Cotte sono le protagoniste di tante ricette della tradizione regionale italiana: zuppe, contorni, paste, creme. La famosa Vignarola della cucina laziale, ad esempio, è un contorno che si prepara con il meglio delle verdure primaverili: carciofi, cipollotti, piselli e – per l’appunto – fave. Un’altra ricetta tipica del Sud Italia è il macco di fave, una crema di fave che si presta bene ad abbinamenti con crostacei o con verdure amare, come la cicoria.

La mia proposta è un muffin che riprende il semplice ma felice abbinamento tra le fave e il pecorino romano. Da sempre diffuso nell’Italia centrale, il binomio fave e pecorino era la merenda dei contadini. Provate questi muffin per un picnic in famiglia e se cercate un’altra idea superveloce eccola: preparate un crostino sgranando e sbucciando le fave, poi – ancora crude – frullatele con un filo d’olio, sale e pepe. Spalmate il purè di fave su una fetta di pane casareccio, completate con qualche scaglia di pecorino romano e avrete il crostino perfetto per un aperitivo primaverile!

Muffin fave e pecorino

120 gr farina 00
30 gr pecorino romano grattugiato
50 gr pancetta dolce in una sola fetta
40 gr burro a temperatura ambiente
350 gr fave sgranate
2 uova
4 gr lievito birra seco
1/2 cucchiaino sale

Sbollentare le fave in acqua bollente leggermente salata per un paio di minuti, colarle e sbucciarle eliminando la pellicina che le riveste. Tagliare la pancetta in cubetti.

In una ciotola lavorare con la frusta elettrica le uova e il burro, versare gradualmente la farina, infine incorporare pecorino, lievito e sale fino a ottenere un impasto omogeneo.
Aggiungere le fave e la pancetta e mescolare bene. Distribuire il composto in una teglia da muffin e cuocere in forno caldo a 180°C. per circa 40 minuti.