Un post dedicato a chi, questa estate, ha sfortuna.

E’ agosto e scrivo da Milano. Non sono tornata perché non sono partita. In compenso è una stagione terribile: mi sono separata, ho perso il papà, mi sono congedata dal lavoro che principalmente mi sostenta, il mio nuovo compagno ha deciso che non ne vale la pena. O forse il pene. O forse tutte e due.

Questo preambolo malinconico e accaldato è necessario per dare forza alle righe che seguono e che non sono affatto deprimenti. Perché posso ben dire che per ogni disavventura c’è un conforto amichevole o d’amore che si aggiunge, a penna, oltre la riga che divide le cose brutte da quelle belle, e che l’elenco positivo è più lungo.

PERSI E RITROVATI

Venerdì 11 aprile 2014 Giuseppe ha ricevuto il saluto di un’affollatissima cerimonia laica. Molti hanno letto, e il mio ex compagno e un amico hanno suonato un estratto da “La Musica Notturna delle Strade di Madrid” di Boccherini che, tra l’altro, è anche la colonna sonora del film d’avventura preferito di papà, “Master and Commander”.

Ecco i miei titoli di coda…

Federica, mia sorella si è persa a lungo, poi si è ritrovata, io l’ho persa e ritrovata. Con lei, sempre e comunque, posso affrontare qualunque ostacolo, sia una fatica fisica o una maschile, dimostrare che dare il buon esempio paga e che non c’è disperazione possibile quando si ha qualcuno a cui raccontare proprio tutto senza vergognarsi.

Mio marito è stato il primo a presentarsi e l’ultimo a congedarsi tutte le volte che ho avuto bisogno di soccorso, anche quando non l’ho domandato ma era così. Oggi siamo separati sulla carta e non nei fatti e non c’è emergenza o occasione allegra che non ci veda accorrere l’uno per l’alto o cercarci per condividere.

Alcune persone che c’erano quel giorno hanno continuato ad esserci nei giorni successivi, a scampanellare a casa, a scrivermi e telefonare e non mi sono mai sentita sola.

Chi suonava il violino al funerale, che aveva diviso la sua strada dalla mia per i casi della vita molti anni fa, è tornato ad essere fraterno e mi ha presentato la sua compagna straordinaria. Lui non ha il cellulare ma lo trovo sempre, lei non smette di cercarmi e abbiamo scoperto di avere una corrispondenza nelle vicissitudini sentimentali e non solo, che in due ci rende sagge e sconsiderate molto più del doppio.

Per un’alchimia montessoriana ci sono due nomi che cominciano per elle che pronuncio di continuo perché ho la fortuna che vogliano avere a che fare con me; con lei si mitizzano ricordi d’infanzia, sonni balinesi riscossi e cullati insieme da brevi terremoti, si compila un lessico familiare che, se già non ci comprendessimo profondamente, aggiunge anche neologismi al vocabolario comune, e si compone un diario delle vicende psicologiche e del cuore che accomuna tutte le donne che sono generalmente giudicate complicate e invece sono complesse: una radice comune, due concetti completamente differenti.

Il mio amico più riservato è quello che mi ascolta di più. Lo aspetto più tardi, perché, con lui, vale la pena di sedersi a tavola, lasciando accomodare anche tutti i miei retaggi anoressici. Con lui si tratta di cibo. Senza di lui è solo mangiare.

La differenza tra “mangiare” e “cibo” e tutta la ricchezza del mio vocabolario è merito di mia mamma. Se Giovanna non avesse scelto di leggermi l’Odissea in prosa, o “Il Tonto Alla Ventura” di Tolstoj, “le Favole al Telefono” di Rodari… se la notte più paurosa della mia vita, quando ho avuto per la prima volta coscienza della morte, non mi avesse distratta raccontandomi la biografia di Carlo Magno, oggi sarei disarmata della penna e in generale.

Ci sono tre persone che abitano lontano da qui e con cui oggi faccio fatica a incontrarmi fisicamente che però sono tatuate sulle mie braccia. Una è l’amore al femminile, un altro mi ha scritto sempre per tutti e sei gli anni che non ci siamo visti in faccia, anche quando non gli rispondevo perché ero concentrata sulla mia pelle e ossa; col terzo ho condiviso la magia della lanterna e lo scherzo infinito.

I compagni di scuola con cui non mi tiro più le palline di gomma, con cui non mi posso più suggerire alla lavagna, che non non-studiano più con me, continueranno ad avere la mia stessa età e niente potrà separarci di banco finché saremo vegeti. Non ricorderemo più il giorno del nostro compleanno, ma sul fondo delle cateratte vedremo e rivedremo gli episodi della migliore stagione della nostra vita e ancora ci daremo di gomito.

Il 12 settembre atterro a Leh, in Ladakh, da un lato il Karakorum, dall’altro l’Himalaya; per distogliermi dalle vertigini potrò seguire il passo di un amico che doveva viaggiare da solo e invece mi ha chiesto se volevo accompagnarlo per un tratto. Fino a che non ci vedremo in India sarà irreperibile, dunque l’avrò perso e ritrovato.

Di Maurizio Vinci, che mi ha iniziata alla radio, è stato mio amico e padrino, non scrivo altro che mi manca e che, dentro di me, gli chiedo sempre consiglio e ancora e sempre ridacchieremo tra un blocco e l’altro.

APPENDICE

Ecco qualcuna delle righe che ho scritto al compagno che non vuole più essere il mio compagno:

Giovedì 7 agosto

Il mio visto indiano sta per odorare d’inchiostro; là fuori c’è la bella desolazione di agosto e un chiarore artificiale arancio sporco. Ieri notte ho fatto le pulizie, per scacciare le impronte di un compleanno disastrato. Il cinque agosto è così: qualcosa di drastico succede sempre.

Naturalmente non sono rimasta sola. Dopo aver sospeso tutto, tutto è ripreso, e la stanza si è riempita dei migliori amici.

Hanno tutti ragione, sono io che non ne trovo una. Ho il freezer pieno di focaccia, e l’entusiasmo a metà dell’esofago che aspetta di essere risucchiato fuori con un bacio. Il tuo?

Mi piace molto essere muta, lavorare, correre, investigare nella rete, nel mondo reale, appendere i quadri, lavare per terra a notte fonda, disegnare, attraversare la città in bicicletta. Ma anche ricevere e restituire lettere, telefonate, visite. Fare amicizia. Di là ci sarà un letto in più: mi piace molto immaginare chi ci dormirà.

Domenica 10 agosto

Oggi è una giornata bellissima. Non ti amo e non ti odio. Non ho nessun’ispirazione, nessuna protesta. Nessuna preghiera da farti. Non so cosa combini, mi auguro qualcosa di buono, ma comunque non è più un affare che possa riguardarmi.

Quello che c’è da qui in su è un’introspezione che mi porta a queste righe chiare.

Ho capito che sto aspettando settembre perché un’altra decida per te e per me. È certamente una brava ragazza e spero di incontrarla in una circostanza amichevole, ma non ho bisogno che torni dalle vacanze per essere riamata o no.

Non ho dubbi: non sei per me. Rivolgi la tua attenzione altrove. Chiedi aiuto. Ma a qualcun’altro. Sii felice, abbi successo e conosci le gioie e le amarezze dell’esistenza.

Incontriamoci casualmente o di proposito, tra un po’, quando saremo estranei e potremo conoscerci da capo, in un altra maniera, o accennare un saluto appena.

Ho tutto l’amore che posso desiderare e non ho brame più oltre.

Arrivederci.
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Perso… per ora.

LINK

Ecco un’interpretazione eccezionale di Nina Simone di Summertime di George Gershwin.

I comuni italiani hanno l’obbligo di dare la possibilità di organizzare una cerimonia funebre laica a tutte le persone che lo desiderano: questa ed altre informazioni riguardo i funerali civili sul sito dell’UAAR.

“La Musica Notturna delle Strade di Madrid” si può ascoltare qui.

Alcuni de gli amici che sono citati qui sopra sono degli artisti e potete averne una conferma alle pagine web:
www.lisarampilli.com
www.lupoborgonovo.com
www.gianricoagresta.com

La scena finale di Master and Commander è su YouTube.

Pur consapevole che talvolta sono sinonimi, per avere le idee chiare su cosa (o chi) è complicato e complesso, ecco i link al vocabolario:

COMPLICATO
COMPLESSO

Se Omero e Rodari sono arcinoti, forse non tutti conoscono la storia in rima “Il Tonto Alla Ventura” di Lev Nikolaevic Tolstoj.

La magia della lanterna è un’allusione alla lanterna magica e dunque al cinema. Per scoprire cos’è la lanterna magica c’è wikipedia, per vederne una si può visitare, ad esempio, il MIC, museo interattivo del cinema a Milano.

Lo “scherzo infinito” allude al capolavoro di David Foster Wallace Infinite Jest.

Wikipedia dà le informazioni di base sul Ladakh, per organizzare un viaggio consiglio www.amitaba.net.

Quello che proseguo oggi con altri sei soci e decine di volontari e che è opera innanzi tutto di Maurizio Vinci è www.radioblablanetwork.net

SOUNDTRACK

Solo alcuni dei brani musicali e canzoni che mi hanno commossa, confortata o riempita di energia
NINA SIMONE SUMMERTIME 
BOCCHERINI, LA MUSICA NOTTURNA PER LE STRADE DI MADRID
BJORK BIG TIME SENSUALITI –RARE VERSION
REM – SUPERNATURAL SUPERSERIOUS
BRUNORIS SAS- ARRIVEDERCI TRISTEZZA
BRUNORIS SAS – COME STAI?
PROCLAIMERS – 500 MILES
ANA MOURA –DESFADO
DE GREGORI – BELLAMORE
DE GREGORI – L’UOMO CHE CAMMINA SU I PEZZI DI VETRO
DE GREGORI – BELLAMORE
DANIELE SILVESTRI – AMORE MIO
DANIELE SILVESTRI – DOVE SEI
TRIO – DA DA DA
JANNACCI – SFIORISCI BEL FIORE
BATTIATO – L’ANIMALE
BATTIATO – STRANIZZA D’AMURI
PAT METHENY – QUESTION AND ANSWER
JACO PASTORIUS – THE CHICKEN (PERFORMED BY MOTON DAWSON JAZZ QUINTET) 
VENDITTI – BOMBA O NON BOMBA
SEACING FOR SUGAR MAN SOUNDTRACK
EDDIE VEDDER – INTO THE WILD SOUNDTRACK

GALLERY
Solo due illustrazioni: un autoritratto e un ritratto di Giuseppe da giovane

autoritratto

 

ritratto-giuseppe