Natale è oramai vicinissimo e non scriverò “meno X giorni” perché non amo i count-down. Non li amo in generale, meno che meno per il Natale. Io mi limito ad aspettare i giorni che vanno dal 22 in poi: è da quel giorno  che comincio a sentire l’aria del Natale addosso. Il 22 era il giorno dell’inizio delle festività natalizie e della tanto attesa interruzione della scuola.

Il 22 era ed è ancora il giorno dedicato ai dolci tradizionali in un tour de force che farebbe un baffo ad un laboratorio artigianale: cartellate, mostaccioli, biscotti di mandorle, calzoncelli con purea di ceci e cacao. Ogni anno, tutti gli anni,  questo è il benvenuto che do al Natale.

Un Natale tradizionale il mio, fatto di pranzi- cene- e- spiluccamenti vari, come nella più tradizionale delle famiglie del sud.

In realtà sogno un pranzo di Natale diverso, chessò un brunch accompagnato da un coro gospel?  Intanto ho  sognato di riunire come in una grande famiglia i blogger di Paper  e mi sono detta “ognuno porta qualcosa, come nelle più classiche feste di Natale”. Il risultato è un pranzo  un po’ imperfetto, ma a piace cosi:  ogni ricetta è portatrice di  un valore ed è un eccezionale mezzo di comunicazione e condivisione. E Penso che  il Natale di Paper  ha tanto cuore. Grazie a tutti e Buon Natale!

Per Paola il Natale è amicizia. I biscotti decorati.

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Più che una vera e propria ricetta, la mia è una tradizione che ormai va avanti da qualche anno: alcune settimane prima di Natale, con le mie migliori amiche, troviamo una sera per dedicarci alla preparazione dei biscotti, che poi qualcuno mangia (Elena) e tutte le altre appendono all’albero. 

La ricetta è facilissima: è una semplice pasta frolla. Mentre le decorazioni le variamo di anno in anno, scegliendo tra ghiaccia reale, pasta di zucchero e tanti zuccherini colorati. Non bisogna mai dimenticare, prima di infornare, di fare un buchino all’estremità superiore del biscotto con una cannuccia o uno stuzzicadenti, per far passare il cordino!

Per Marta Picco il Natale è Famiglia. Gli Agnolotti.

agnolotti

Gli agnolotti piemontesi ai tre arrosti: nonna Agnese docet

Ingredienti per circa dieci persone

Per la pasta

  • 1kg di farina di grano duro
  • Otto o dieci uova intere (dipende dalla grandezza)
  • Sale qb

Per il ripieno

  • 300gr di arrosto di vitello, non troppo magro (prendete il pezzo con la vena o il cosiddetto “brutto e buono”)
  • 300gr di arrosto di maiale
  • 400gr di arrosto di petto di pollo
  • 200gr di prosciutto cotto
  • Due cucchiai di riso bollito
  • Due uova intere
  • 400gr di spinaci bolliti (strizzati bene per togliere l’acqua in eccesso)
  • 30gr di parmigiano grattugiato
  • Le verdure per il soffritto
  • Gusti (alloro, rosmarino e ginepro)
  • La preparazione (armatevi di tanta pazienza)

Anzitutto prepariamo gli arrosti. In una pentola grande ed anti aderente, versate dell’olio (anche se la vera tradizione piemontese vorrebbe il burro) e fate un soffritto con una cipolla, due carote e due gambe di sedano tagliati grossolanamente. Mettete a rosolare la carne di vitello, di maiale e di pollo (attenzione all’ordine, perché il pollo sarà il primo ad essere cotto ed il primo ad essere tolto dalla pentola) ed aggiungete i gusti. Una volta che gli arrosti sono cotti, toglieteli dal fuoco e mi raccomando, conservate il sugo con cui poi andrete a condire gli agnolotti. Tritate insieme: la carne degli arrosti, le verdure usate per soffritto, il riso, il prosciutto, gli spinaci ed il parmigiano. Dopodiché amalgamate il tutto con le uova. Se il composto rimane secco aggiungete un uovo, mentre se rimane troppo umido aggiungete del riso bollito. Dedicatevi ora alla pasta. Sull’asse componete con la farina la classica fontana, aggiungete le uova ed il sale. Impastate fin quando non ottenete un impasto liscio ed omogeneo.    Stendete la pasta (dev’essere molto sottile, massimo due millimetri). Se non avete gli appositi stampi per gli agnolotti, procedete in questo modo. Con un cucchiaino prendete un po’ di ripieno e ponetelo sul foglio di pasta, ad una distanza di circa un dito tra un mucchietto e l’altro. Stendete un secondo foglio di pasta uguale e posatelo sopra il primo. Pigiate i due lembi di pasta tra un ripieno e l’altro, cosicché si uniscano per bene. Prendete la rotellina seghettata (classica degli agnolotti) e ritagliateli.

Cuoceteli in acqua bollente e salata per pochi minuti. Saranno cotti quando ritorneranno a galla. Serviteli caldi con il sugo degli arrosti ed una spolverata di parmigiano sopra (la nonna Agnese ci aggiunge, nel dubbio, anche una noce di burro.

Per Eride di queidue.it il Natale è incontro. Hummus di ceci.

natale eride

“Ultimamente si parla moltissimo di integrazione e tolleranza. L’integrazione, in linea generale, ha luogo attraverso le lingue, la culture e le tradizioni. A noi piacciono molto le tradizioni, soprattutto quelle culinarie, infatti siamo amanti instancabili di street food. Per questo motivo abbiamo pensato di presentare sul tavolo degli antipasti delle feste di quest’anno un tocco di Medio Oriente: il famoso hummus. Ricetta facile, veloce, economica, sana e proveniente direttamente da Betlemme, nel cuore della Palestina. E nominare Betlemme nel periodo natalizio fa sempre una bella figura ;)”

Ingredienti:

  • Ceci (anche quelli in scatola vanno bene)
  • Salsa Tahini (a base di sesamo, si trova tranquillamente al supermercato)
  • Succo di mezzo limone
  • Due spicchi d’aglio
  • 2 cucchiai di olio d’oliva
  • Sale, pepe e summaco (spezia medio orientale di colore rosso che si trova al supermercato)

Come si prepara:

Nel mixer (minipimer) metti i ceci, l’aglio, il succo di limone, la salsa tahini, sale e pepe per insaporire a piacimento e 3 quarti di una tazza di acqua di cottura dei ceci (va bene anche acqua normale se usi i ceci in scatola precotti). Trita tutto e aggiungi acqua se l’hummus è troppo denso. Servi su un piatto fondo e “addobba” con del summaco rosso che fa molto Natale e con un pochino di olio d’oliva, accompagnalo a tavola con della pita o del semplice pane tostano tiepido, lo adorerai!

Aggiungi anche degli spicchi di uovo sodo se vuoi una piatto più “ricco” anche alla vista. Conserva l’hummus coperto in frigorifero anche per giorni, è sempre delizioso!

Qualche volta ci siamo sbizzarriti con delle versioni personalizzate aggiungendo magari rosmarino o salvia o basilico, il tutto tritato nel mixer insieme al resto, così l’hummus risulta con un sapore più deciso e fresco.

Facci sapere se ti è piaciuto e se hai aggiunto una tua variante personale, lo proveremo sicuramente!

Per Michelotta, il Natale è identità. I Mostaccioli.

michelotta
Ingredienti:

  • 500 gr di farina
  • 1 uovo
  • 200 gr di zucchero
  • 65 gr di burro (o olio)
  • 1 bicchierino di liquore (io Grand Marnier)
  • 50 gr di gocce di cioccolato
  • 50 gr di cacao amaro
  • limone
  • cannella q.b.
  • 150 gr di mandorle tostate
  • 100 ml di vincotto
  • Mezzo bicchiere di latte
  • 1 bustina di lievito
  • 200 gr di cioccolato bianco per glassare

Preparazione:

  • Trita grossolanamente le mandorle e tieni da parte.
  • Sciogli la bustina di lievito nel latte.
  • Disponi la farina a fontana, aggiungi l’uovo all’interno, il burro ammorbidito e comincia a lavorare il composto. Aggiungi una parte di latte per rendere l’impasto più umido e incorpora le mandorle, le gocce di cioccolato, la buccia di limone, il cacao, la cannella e il liquore. Incorpora anche il vincotto e lavora il composto velocemente come se lavorassi una frolla.
  • Lascia riposare il composto per mezz’ora: il risultato è un impasto dalla consistenza liscia e vellutata.
  • Dividi l’impasto in due. Spolvera farina sul piano, stendi ciascun pezzo in due rettangoli e poi ricava delle strisce alte 4 cm da cui con tagli obliqui ricaverai i mostaccioli.
  • Sposta i mostaccioli su una teglia ricoperta con carta forno e fai cuocere per 15 minuti in forno preriscaldato a 180 gradi.
  • Sposta i mostaccioli su una gratella e continua ad infornare.
  • Sciogli a bagno maria il cioccolato bianco e con movimenti a zig zag di una frusta fai cadere il cioccolato sui mostaccioli.
  • Fai asciugare e gusta! 

Per Run and City il Natale è Fusion(e).  Tartare di salmone  e avocado.

L’antipasto di Natale di Run and the City

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Per chi adora l’accostamento salmone e avocado, consiglio questa tartare che riprende la ricetta base con qualche modifica che la rende davvero speciale.

Ricordatevi che il filetto di salmone, anche se è fresco richiede l’abbattitore. Se non lo avete, congelatelo per qualche ora prima di utilizzarlo.

La tartare è un piatto al coltello, dimenticatevi il tritatutto o cose simili. E dimenticatevi anche della manicure. Armatevi di un coltello dalla lama tagliente (che scritto così non è bello ma rende l’idea) e tagliate prima a striscioline sottili il filetto e poi a dadini molto piccoli. In questo modo il tessuto non viene sfibrato lasciando intatti sapore e proprietà nutritive. Ci vuole mola pazienza e tempo, come fare il punto croce o un puzzle da 4.000 pezzi, ma il risultato finale vi ripagherà sicuramente.

Ingredienti per 4 persone:

  • 800 gr di filetto salmone fresco
  • 2 avocado
  • 1 porro
  • 1 cucchiaino di aneto tritato
  • succo di 1 limone
  • sale
  • 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • aneto
  • 1 cucchiaino di senape
  • insalata e pane di segale per accompagnare

Preparazione:

Sbucciate l’avocado, fate un taglio centrale longitudinale, dividetelo in due e togliete il nocciolo al centro. Tagliatelo a cubetti e lasciatelo macerare un po’ con olio sale e pepe. Mondate il porro e tritatelo. Spelate il filetto di salmone, togliete le spine con una pinzetta, sciacquatelo e asciugatelo bene. Poi tagliatelo prima a stricioline e poi a cubetti piccoli.

Mescolate tutto insieme, il salmone con i dadini di avocado e con il porro e poi versatevi sopra una salsina bene emulsionata fatta con l’olio, il limone, il sale, il pepe bianco e la senape. Poi aggiungete anche l’aneto e mescolate tutto a lungo aiutandovi con due cucchiai. Versate il composto in 4 stampini tondi del diametro di 6/8 cm, dipende quanto sono alti.  Mettete in frigo e lasciate riposare mezz’ora. Sformate e servite con pane di segale e insalate.

La ricetta può essere utilizzata come antipasto alla vigilia di Natale, e se lo accompagnerete con qualche decorazione giusta, farete un figurone.

Questo è un piatto ricco di proteine, magro e nutriente senza frumento o latticini per gli intolleranti. L’avocado poi è ricco di ‘grassi buoni’: omega 3 e acido grasso linoleico, che inibiscono la produzione di colesterolo e quindi fanno bene al cuore. Mentre gli antiossidanti contenuti mantengono la pelle giovane.

Volete un altro motivo per amare questa ricetta? E’ buonissima!