Nel mio precedente post vi ho guidato alla scoperta delle bellezze di Minorca dalla A alla L… oggi, come promesso, continuiamo con la rassegna dalla M alla Z!

M come Mahón e Maionese: lo sapevate? Tradizione vuole che, proprio a Mahón sia stata inventata la maionese: una nuvola leggerissima che accompagna spesso i piatti di pesce. La storia della maionese comincia nel 1756, anche se alcuni storici dicono che già nel secolo XVI era presente nella cucina dei minorchini. Fu in quell’anno che il Duca di Richelieu, nipote del famoso cardinale, tolse il dominio di Mahón agli inglesi. ?Esistono diverse versioni sul momento e sul modo in cui il Duca, che diventò poi Generale di divisione, provò la famosa salsa. Alcuni dicono che, dopo la conquista, Richelieu offrì un grande banchetto per celebrare la vittoria. Il suo chef di campo cercava di preparare una salsa di crema e uova quando, visto che non riusciva a ottenere nessun risultato, decise di ricorrere alla miscela di olio di oliva e uova che aveva visto preparare sull’isola. Il successo fu totale e la salsa fu chiamata Mahonnaise, in ricordo di Mahón.

N come Natura: tutta l’isola è piena di sentieri per scoprirla in maniera unica. Ad esempio il Camí de Cavalls (sentiero dei cavalli) lungo 180 km, che cinge l’intera isola di Minorca, consente di contemplare, in modo diverso, le sue bellezze naturali. A piedi, a cavallo oppure in bicicletta, quest’antica via litoranea ci consente di toccare da vicino una delle maggiori attrazioni dell’isola: la sua natura. Inoltre, grazie alla sistemazione dell’intero sentiero, gli abitanti di Minorca, particolarmente appassionati di cavalli, possono ora usufruire di nuove possibilità per praticare l’ippica. ??Il lungo processo di recupero, avviato nel 2000 a cura del Parlament de les Illes Balears (Parlamento delle Isole Baleari), è stato ultimato il 12 maggio 2008 con le ultime operazioni finalizzate al ripristino integrale dell’uso pubblico, libero e gratuito del Camí de Cavalls.

O come Ospitalità: resterete stupiti dall’ospitalità della gente del posto!

P come Pomada. Strettamente legata al gin di Minorca è la Pomada; è una bevanda tipica formata mescolando Gin e limonata (di norma 1/5 di gin e 4/5 di limonata o Fanta Lemon come si usa ultimamente, ma le percentuali sono molto soggettive…).

Q come Queso de Mahón. Questo formaggio d’origine protetta è strettamente legato alla zona geografica che lo produce; nel caso del Queso di Mahón, sia i fattori geoclimatici (le caratteristiche del suolo, la temperatura, l’umidità, la luce e altri aspetti) che l’intervento umano nel processo di elaborazione e maturazione del prodotto, hanno condizionato la particolarità di questo prodotto per aroma e sapore. Il queso di Mahón si fa solo con il latte delle mucche di Minorca; ne troviamo di tre tipi: il tierno, (cioè tenero), di colore bianco con poca crosta e aroma di latte; il semicurado, una specie di semi stagionato (la crosta è di un leggero colore arancione) che ha una pasta più compatta a piccoli occhi e texure più morbida; e poi il terzo tipo, il curado, quello più stagionato (circa 1 anno) dalla texture ferma e dura; anche il sapore è più persistente e forte.

R come Raggiungere quest’isola: per via aerea dall’Italia con voli durante il periodo estivo direttamente da Venezia, Verona, Roma e Milano, per via mare da Barcellona con il traghetto veloce (circa 3.30 ore) oppure con il traghetto tradizionale di 8 ore. Per maggiori info contattate le compagnie marittime Trasmediterranea e Balearia.

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S come Spiagge & Shopping: una delle principali meraviglie dell’isola sono senza dubbio le innumerevoli spiagge e calette (75 spiagge e circa 140 calette) che la circondano. Ce ne sono per tutti i gusti, da quelle attrezzate con servizi e bar a quelle vergini e selvagge che si possono raggiungere solo camminando lungo sentieri sterrati o attraccando via mare. Il modo migliore per scoprirle è noleggiare un auto: il motorino è sconsigliato poiché non esistendo strade costiere, ma solamente un’unica grande strada che collega Mahón a Ciutadella tagliando orizzontalmente l’isola (lunga circa 50 chilometri), le distanze potrebbero rivelarsi impegnative. Le caratteristiche naturali e geografiche di Minorca fanno sì che vi sia una grande differenza tra le spiagge della zona nord e quelle della zona sud. La zona sud è caratterizzata da spiagge bianche, dalla sabbia fine e spesso circondate da rigogliose pinete. L’acqua è color turchese, molto simile a quella tropicale. La zona nord è più selvaggia e meno urbanizzata. La vegetazione risente del vento di Tramontana che soffia impetuoso durante l’inverno ma che d’estate regala una piacevole sensazione di refrigerio. L’acqua delle spiagge del nord è di un verde intenso mentre le spiagge sono di sabbia rossa (tranne qualche eccezione), spesso soffice come quella spettacolare di Cavalleria.

Per lo shopping Minorca ha sviluppato un meraviglioso artigianato locale, soprattutto  nella creazione di gioielli e scarpe (volete non approfittare di una visita alla fabbrica – con annesso spaccio – delle famosissime Pretty Ballerinas? Le producono proprio qui!); ma non potete tornare a casa senza le mitiche scarpe minorchine, sono comode, praticissime e a prezzi abbordabilissimi!

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P come festa Patronale: nelle feste patronali, che si festeggiano da luglio a settembre in tutta l’isola, una particolare attenzione va data al Cavallo Minorchino.? Non si può parlare dell’isola di Minorca senza i suoi cavalli; nei pochi chilometri quadrati di quest’isola vivono oltre 1500 esemplari di razza minorchina e Minorca viene considerata l’isola con la più alta densità equina d’Europa. Questo spiega l’ammirazione e l’affetto che i minorchini hanno per i propri cavalli, protagonisti indiscussi della festa patronale. ?Il carattere e le caratteristiche particolari di questi esemplari, così come il loro modo di montarli e guidarli durante la festa patronale, hanno dato origine alla doma minorchina, una disciplina sportiva federale che aspira a raggiungere un posto di rilievo nel mondo dell’equitazione.? Questi cavalli hanno dimostrato di avere grandi potenzialità, non solo come segno distintivo di Minorca, ma anche in competizioni di dressage minorchino e dressage classico.

T come Tapas: pensate che originariamente le tapas servivano a coprire il bicchiere di vino che veniva servito come aperitivo… contenevano proprio un piccolo “stuzzica-sete”! Poi col tempo le tapas si sono evolute fino a diventare quelle che oggi degustiamo.  Sicuramente se sbarcate a Minorca dovete fermarvi a Ciutadela al Cafè Balear, purtroppo non si può prenotare, munitevi di santa pazienza oppure andateci sul presto per fare poca coda, ma prometto, ne vale davvero la pena!

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U come Unica: La posizione nel Mediterraneo è fondamentale per capire la storia di quest’isola, conquistata e abitata da molti popoli, ognuno dei quali ha lasciato la sua testimonianza più o meno visibile, tanto che molti archeologi e storici considerano Minorca come una specie di museo a cielo aperto. La presenza umana sull’isola è iniziata nel 2.000 A.C., e si ritrova nelle tombe collettive chiamate Navetas. La testimonianza più evidente dell’evoluzione di questa cultura sono i Talayots, tanto importanti da dare il nome a un periodo storico. Nel corso dei secoli, romani, cartaginesi, inglesi, hanno conquistato e modificato la cultura dell’isola.

V come Vento. Minorca è anche chiamata l’isola del vento. Il clima di Minorca è tipicamente mediterraneo. La temperatura media annuale è tra i 16º e 17º. In estate, la media è di 24ºC che diventano 11ºC in inverno. La parte nord del paese si caratterizza per la presenza costante del vento freddo di Tramontana. Una delle caratteristiche di Minorca che colpisce di più è la grande diversità ambientale tra le diverse zone, anche se il territorio è limitato a soli 700 chilometri quadrati. Tutte le varietà del clima e del paesaggio del Mediterraneo si ritrovano in questa piccola isola: le montagne, le colline, la pianura, le spiagge, le cale, le isole, le dune e tutto il resto.

X come Cova d’en Xoroi. Minorca non offre locali particolari da visitare, privilegiando piuttosto una dimensione più spiccatamente naturalistica e adatta alle famiglie. Tuttavia, non è detto che tale vocazione per la natura e il desiderio di passare una serata in discoteca a ballare debbano per forza annullarsi a vicenda. Esiste un luogo in cui entrambe coesistono in maniera ‘spettacolare’, la Cova d’en Xoroi. Che si tratti di un luogo unico, lo si capisce subito non appena si vede dove è situato, vale a dire all’interno di una grotta naturale a strapiombo sul mare, vicino a Cala’n Porter. La grotta deve il proprio nome, secondo una leggenda locale, a un pirata di nome Xoroi, che rapì una giovane minorchina e la tenne prigioniera per anni all’interno proprio di questa caverna, fino a che grazie alle tracce lasciate sulla neve dai loro numerosi figli, la ragazza fu ritrovata e liberata. Leggenda a parte, la cova è visitabile durante il giorno, con tavoli e vista mozzafiato sul mare, cui si accede da una bellissima scalinata panoramica, ma è di notte che dà il meglio di sé, divenendo una discoteca dalle 23 fino all’alba. Se amate la musica e per una sera volete respirare un po’ di aria ibizenca anche a Minorca, è il luogo che fa per voi. Altrimenti, resta comunque consigliatissima una visita durante il giorno.

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Z come zero voglia di ripartire, quando sarete qui! Parola mia!