Le Baleari: quattro isole nel cuore del Mediterraneo, una più affascinante dell’altra. Sono meta di un turismo che vive tutto l’anno delle bellezze del mare, e che richiama gente di ogni età; che soddisfa anche la voglia di sport, o di chi vuol godere della meravigliosa natura dell’arcipelago. È il luogo ideale per chi cerca spiagge, ma anche luoghi d’arte e di cultura, nelle città o nei piccoli borghi disseminati all’interno per lo più sconosciuti. Magari soggiornando nelle Fincas. Godendo degli autentici sapori della gastronomia nei locali più spettacolari. Eccovi una mini guida semiseria, sulla mia Minorca.

A come Alcaparras. Il cappero non è un frutto, né un seme, ma il bocciolo di una pianta che nell’isola si conosce come taparera. Il suo nome scientifico è Capparis spinosa, ed è classificata come un cespuglio di diversi cicli annuali che in inverno si secca, mentre resta in vita solo una profonda radice di scarse ramificazioni. ??La sua raccolta è sempre stata uno dei compiti più duri della campagna di Minorca. È un cespuglio e i suoi fiori sono di terra, ciò obbliga a lavorare piegati in un’epoca di caldo, tra giugno e settembre. ??Tradizionalmente questo lavoro lo facevano le donne, che approfittavano del sorgere del sole per cominciare la giornata. In questo modo si riescono a raccogliere i boccioli quando sono ancora induriti dalla notte, e si riduce il rischio di pungersi con le punte che circondano le foglie.

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B come Baleari: sono 4, Maiorca, Minorca, Ibiza e Formentera. Minorca è dal 1993 riserva di Biosfera.

C come Caldereta de Langosta. Se decidete di andare al ristorante dovete assolutamente ordinarla almeno una volta: un zuppa calda di aragosta e pomodoro servita con crostini sottilissimi. La più famosa la potrete assaggiare al ristorante Es Pla, frequentato da re Juan Carlos quando è in vacanza alle Baleari, a Fornells, ubicato nell’esteso bel porto omonimo, a nord dell’isola, nel meraviglioso villaggio di pescatori specializzati proprio nella cattura di aragoste.

D come dolci: la pasticceria gode di buona fama a Minorca. Troverete tanti piccoli biscotti, semplici  frolle o con farina di mandorla; un dolce famoso che accompagna tutti i turisti nel viaggio di ritorno è la ensaïmada, una girandola leggerissima di pasta brioche che può essere farcita con cioccolato, marmellata, o capelli d’angelo. Da non dimenticare fra le varie dolcezze di Minorca il delizioso miele che addolcirà le vostre colazioni e viene prodotto in tutta l’isola.

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E come erbe aromatiche: dal ginepro al finocchietto selvatico, e poi rosmarino, timo, anice e menta, senza dimenticare la camomilla, profumatissima. Per avere una perfetta tisana, gli isolani consigliano un’infusione di 7 fiori di camomilla nell’acqua calda per 10 minuti. Da provare lo Hierbas, un tipico liquore alle erbe che ha prevalentemente funzione digestiva.

F come Fari: come ogni isola che si rispetti. Ce ne sono 7, tutti funzionanti e da visitare, soprattutto al tramonto! (nella foto il Faro di Favaritx).

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G come Gin. Dal 1712 al 1802 Minorca, sotto il dominio della corona Britannica, era popolata da migliaia di marinai e soldati inglesi che, nelle taverne che frequentavano, chiedevano una bevanda molto popolare in patria: il Gin. Fu così che alcuni artigiani dell’isola escogitarono una soluzione: importare bacche di ginepro e produrre gin utilizzando l’alcol etilico di origine agricola.

Nasce così un magico incrocio: gin inglese con lo spirito e la personalità del mediterraneo!

Nel 1977 è stato conferito il carattere “denominazione geografica” al “Gin de Menorca” per garantirne il nome geografico, salvaguardarne la qualità e tutelarlo dalla concorrenza.

Gli ingredienti del Gin de Menorca sono: Bacche di Ginepro con ricchezza di olio dal 7 al 9 per mille, alcol etilico di origine agricola e acqua. Per distillarlo nei recipienti di rame viene tutt’oggi utilizzato il fuoco diretto della legna. Il risultato finale ha una gradazione che varia dai 38 ai 43% vol.

H come Hotel. Dove dormire a Minorca? Potrete trovare dagli alberghi più tradizionali a quelli più lussuosi. Il mio preferito si chiama Biniarroca, a Sain Louis, ed è un piccolo albergo gestito da due signore inglesi, divenuto a me caro per il suo precioso ristorante. In alternativa potrete affittare un’appartamento sul mare un po’ su tutta l’isola, oppure se siete in tanti vi consiglio una Fincas a prezzi abbordabili.

I come Isola. Chiamata anche Isla del viento, Minorca è circondata da spiagge di sabbia bianca come fossero perle di una meravigliosa collana. Troverete anche una gran quantità di spiagge rocciose come il massiccio di Cap de Cavalleria, uno dei luoghi più suggestivi dell’isola, dove il paesaggio brullo fa da sfondo al mare limpido e trasparente.

L come luce: quest’isola ha una luce meravigliosa e il bianco, come caratteristica dell’architettura tradizionale di Minorca, la riflette in maniera unica. Mura di calcare, protette dall’azione corrosiva di pioggia, sole e vento, grazie allo spesso strato di calce steso solitamente dalle donne, cui spettava questo compito di pulizia e manutenzione. Le case erano rivolte al sud con poche finestre, e porte al nord, per contrastare i forti venti di tramontana.

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Vi aspetto giovedì con la mia rassegna delle bellezze di Minorca… dalla M alla Z!