Siete in partenza per le agognate ferie, programmate strategicamente quando gli altri rientrano in ufficio?

Siete ancora in vacanza ma avete già letto tutti i libri portati con voi?

Avete appena ripreso la routine cittadina e cercate qualcosa che vi tiri su di morale?

A qualsiasi categoria apparteniate, un giro in libreria può essere la risposta giusta alle vostre esigenze. Da lettrice vorace e foodblogger convinta, non ho potuto fare a meno di notare il moltiplicarsi di titoli che strizzano l’occhio al mondo della cucina e a tutti noi appassionati, pronti a fare la coda alla cassa non appena in copertina spuntano l’ombra di una casseruola o le parole ricetteingredienti (meglio ancora se accompagnati dall’aggettivo segrete/i). Talvolta i romanzi in questione lasciano un po’ a desiderare (e vi confesso di essere personalmente incappata in alcune clamorose fregature editoriali), in altri casi invece se alla base c’è una storia interessante, l’ambientazione gastronomica non può che aggiungere quel sapore in più (è proprio il caso di dirlo) che male non fa.

È questo il caso di “Manuale di cucina sentimentale”, edito da Baldini&Castoldi, il primo romanzo di Martina Liverani, giornalista – scrive di donne e di cibo per Vogue.it, Style.it, «Casaviva», «Sale e Pepe», Dissapore.it, – e autrice del blog per ragazze Curvy Foodie Hungry. Con Martina ho parlato di libri, cibo e degli strani personaggi che ruotano attorno a quest’universo.

  • Chi sono i protagonisti del tuo libro?

Le protagoniste sono tre ragazze (Tessa, Agata e Cecilia) poco più che trentenni e il loro entourage di amici, fidanzati, madri, colleghi, amanti.
Le tre amiche sono molto diverse tra loro, ognuna con le proprie ossessioni, passioni e idiosincrasie; hanno una cosa in comuneil cibo – e condividono questa loro passione con divertenti cene settimanali dove estenuarsi di chiacchiere.

  • Per creare questi personaggi a chi ti sei ispirata?

Mi sono ispirata a quelli che io chiamo “gastrofissati“, ossia coloro i quali hanno una vera e propria passione per il cibo. E il modo in cui si approcciano al cibo li determina e scandisce i loro rapporti. Per esempio Tessa è una foodblogger imprigionata nel corpo di un avvocato: il cibo è la sua passione segreta e inconfessabile, ha una specie di ossessione per le ricette e pensa che tutto – in cucina e nella vita – possa risolversi con una buona ricetta. Cecilia è una bio-donna, vegetariana, adepta di Slow Food e del kilometro zero, ha uno strano e morboso rapporto con il suo panetto di pasta madre e tutto quello che dice è “buono, pulito e giusto”; Agata è la regina del cibo consolatorio, in bilico tra diete e abbuffate, tutti si aspettano che lei sia una bella e invidiabile cupcake quando lei vorrebbe solo essere una buona e imperfetta crostata! E poi ci sono gli altri personaggi, tutti con uno speciale e caratteristico rapporto con il cibo… ma non ti posso svelare tutto, no?

  • Sembra che il cibo sia rimasto l’unica certezza in questo momento di sbando collettivo e non solo nella vita di noi “gastrofissati”, come ci definisci tu stessa. Secondo te perché?

Il cibo ci mette in relazione con noi stessi e con gli altri, una tavola apparecchiata è il più antico eppur attuale dei social network.

  • Il binomio “cibo e sentimenti” è vincente nel mondo dell’editoria e in libreria si moltiplicano le copertine che richiamano al mondo della cucina. In cosa il tuo “Manuale” è diverso dagli altri e quindi va assolutamente letto?

È un libro che parla di cibo, sì, ma soprattutto parla di una generazione. Una generazione di antieroi, un po’ sfigati, che cercano in ogni modo di essere felici. Come tutti.

  • Quali sono le tue letture da vacanza? Cibo anche sotto l’ombrellone o preferisci cambiare genere?

La vacanza e le giornate trascorse sotto l’ombrellone sono il momento dell’anno in cui davvero mi stordisco di libri. Ho finalmente il tempo per leggere ore e ore di seguito. Leggo di tutto, non solo cibo, anzi. E leggo sempre due libri contemporaneamente: adesso, per esempio, sto leggendo un libro di Dave Eggers e uno di David Foster Wallace.

  • Ci consiglieresti, oltre al tuo, un altro titolo per gli ultimi giorni di agosto?

L’ho appena comprato e sono in attesa di leggerlo, l’ultimo libro di Enrico Brizzi che – perlappunto! – parla anche di cibo: L’arte di stare al mondo.

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