Se qualcuno di là dallo schermo è stato mai affamato per motivi di linea, di salute o patologici, potrà ben dire che abituarsi all’inappetenza è una lotta impari.

Non per niente le diete di successo non sono quelle più sensate e metodiche, ma quelle efficaci in fretta. Naturalmente tutti sappiamo che il monito è “se perdi peso velocemente, lo riacquisti con gli interessi in etti”, ma cambiare regime alimentare è un funambolismo gastrico alla portata di pochissimi e, paradossalmente, è più facile resistere strenuamente una settimana che mortificarsi un poco al giorno.

Ho provato sulla mia pelle, o meglio, sulla mia pelle e ossa, cosa significa sopportare a oltranza la fame e, sperando che possa essere utile, scrivo di seguito un vademecum per chi fosse curioso di tentare.

– La scelta drastica è efficace e si può praticare in due modi: scioperando dal cibo o calcolando il fabbisogno calorico quotidiano e standone largamente al di sotto.

– La sopravvivenza al campo di concentramento fai da te è possibile: il fisico allo stremo è compensato dall’invasamento.

– Dopo una lunga astinenza è vero che il cervello dimentica la sensazione zuccherina, quella grassa e la sapidità.

– È vero che le verdure scondite non ingrassano, nemmeno quando se ne ingurgitano a quintali.

– Tutti i mezzi e i consigli utili sono a portata di mouse: contacalorie, schede nutrizionali, parafarmaceutica, ricette erboristiche. Siti, blog e forum per mettere insieme il breviario dei postulati anoressici, travestiti da proclami salutisti. C’è sempre una para-scienza che soccorre gli estremisti!

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Un bugiardino ben fatto deve avvertire di alcuni effetti collaterali. Io, però, non sono un dottore. Piuttosto sono una che è incappata nella disavventura di confondere il cibo con il senso della vita*.

Per questo non scriverò qui nessuna lezioncina, né un diario della mia resurrezione alimentare mal riuscita!

Voglio solo darvi un avvertimento web: ho dato a questo post delle keyword che possano adescare chi googla pericolosamente. Se ci siete incappati cercando una giustificazione alle vostre ossessioni alimentari, sappiate che, più sotto, non trovate link utili ma solo una suggestione teatrale.

Se l’effetto ricerca ossessiva delle keyword persiste… consultare il medico.

*Silvia Gallerano recita La Merda, una produzione di Cristian e Marta Ceresoli