Nel Cantone di Friburgo, nel distretto di Gruyère, e precisamente nel piccolo villaggio di Broc, si trova la fabbrica di cioccolato più dolce che c’è.

La marca Cailler, la più antica di cioccolato di tutta la Svizzera, si è installata qui alla fine del XIX secolo, per godere dei vantaggi dello spazio, dei pascoli e del bestiame di questa magnifica regione che sembra una vera cartolina… se avete voglia di fare una bellissima gita nel cuore della Svizzera, potrebbe essere una splendida occasione per esplorare questo posto che davvero profuma di cioccolato, a partire dalle mura di questa azienda un po’ retrò…

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Entrati così in un mondo dolcissimo, iniziamo subito la visita guidata al Museo del Cioccolato, dove una voce ci accompagna e ci guida nella storia del cioccolato fin dai tempi degli Atzechi per arrivare allo sbarco del cioccolato in Europa, e fino ai giorni nostri, con il fiorire delle fabbriche di Cioccolato in Svizzera. Ci viene spiegato di come proprio in questa nazione, a inizio secolo scorso, ci sia stata l’evoluzione della bevanda al sapore di cioccolato grumosa tanto amata dalla Regina Maria Antonietta a quella deliziosa tavoletta da mordere che oggi tutti ben conosciamo.

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Questa marca di cioccolato, non esportata ma venduta in Svizzera e online, nata nel 1819, appartiene oggi al gruppo Nestlè. La prima parte del nostro tour è la parte storica dedicata al cioccolato. Entriamo in una stanza dove una statua di un dio Atzeco illuminata ci mostra una pianta di cacao e la sua bacca, che contiene i semi di cacao.

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Tutto successe nel 1517, anno in cui il conquistatore spagnolo Herman Cortès sbarcò sul litorale messicano, vicino l’odierna Veracruz dove era ubicato l’impero atzeco, e scoprì una bevanda al cioccolato preparata proprio dal popolo atzeco. Colpito da quella bevanda dolce, volle imbarcarla con sé sulle navi di ritorno da quel mondo lontano per portarle in regalo al Re Carlo V che, ritenendo avesse doti magiche, decise di vietarla al popolo spagnolo, fino a che i gesuiti la permisero e la ritennero non solo priva di ogni potere particolare, ma anzi appropriata perché rinvigorente durante il periodo di digiuno quaresimale. Attraversando poi un periodo di grande esaltazione per l’uso della cioccolata calda, ma grumosa, fino al 1700, finalmente il percorso ci riporta in Svizzera all’inizio del 1800. Nel 1821 il Signor Cailler, dopo aver aperto a Vevey una piccola drogheria, in occasione di un viaggio in Italia, scopre una miscela sconosciuta a base di cacao e zucchero, venduto come fortificante nelle drogherie a prezzi inaccessibili ai più.

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Tornato in patria, decide di produrre quel fortificante da solo e di venderlo a prezzi decisamente più accessibili, aggiungendo il latte condensato (ottenuto dal latte fresco) alla preparazione grumosa che tanto piaceva alla Regina Maria Antonietta. La voce ci guida una piccola sala con dei veri macchinari di cioccolato risalenti ai primi del 900.

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Terminato questo giro sull’origine del cioccolato, entriamo nella parte sensoriale: dove possiamo toccare con mano gli ingredienti freschi che si usano per creare i cioccolatini: i  semi di cioccolato, che arrivano da tutto il mondo e che vengono sapientemente mischiati fra loro, il latte freschissimo delle valli svizzere, e anche nocciole, noci e mandorle, che vengono aggiunte in certe ricette per dare più golosità al prodotto finito.

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Ovviamente per motivi di igiene non possiamo entrare a contatto con la produzione, e tutto è protetto da vetri e isolato dall’esterno, ma quelle finestre di vetro bastano per lasciarci ammirare come la catena di produzione, partendo da una massa informe di cioccolata, pian piano riesca a trasformarla in un piccolo oggetto delizioso e raffinato.

Il percorso sensoriale e gustativo (fidatevi, davvero… molto gustativo!!!) continua portandoci nel cuore dell’azienda, la zona di produzione. Come si fa a un cioccolatino? Prima di tutto si parte dalla torrefazione dei semi di cacao, poi i semi vengono ridotti in polvere, e alla polvere viene aggiunto il latte, che viene mischiato fino a renderlo denso, ottenendo così la pasta di cioccolato. Ora questa pasta golosa passa fra due rulli che, premendola con presse idrauliche, la rendono ancora più setosa e omogenea. Dopo averla lasciata riposare in tini di acciaio che la muovono ritmicamente poco per volta, la pasta è pronta per essere temperata, cioè scaldata e raffreddata velocemente prima di essere messa negli stampini per i cioccolatini, che poi verranno confezionati.

Come si fa a un cioccolatino? from Paper Project on Vimeo.

Terminato il tour, ovviamente si passa alla zona dove si può assaggiare tutto il cioccolato che si vuole! Inoltre, se avete voglia di mettere le “mani” nel cioccolato, potete prenotarvi un piccolo corso. Finita la degustazione si entra nell’Atelier de Chocolat, uno splendido e luminoso spazio dedicato a corsi di cucina, dove noi abbiamo imparato a temperare il cioccolato, a fare i cioccolatini e abbiamo portato a casa le nostre creazioni!

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E’ stata dura tornare a casa dopo aver saccheggiato il negozio con tutte le prelibatezze appena preparate ma. Se state organizzando una gita per Pasqua, questa è la più dolce che c’è! Ultima dritta, non tornate a casa senza aver bevuto la cioccolata calda, vera chicca di Cailler!

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