Al grido di Salviamo le Rossana! Che piacciano o meno facciamolo per le nostre nonne, si sono radunati 23.000 partecipanti (per l’evento lanciato su Facebook , oltre che una petizione sul sito change.org) alla notizia del possibile ritiro dalla produzione della caramella più controversa della storia.

L’antefatto. Dall’analisi dell’ultimo piano industriale della Nestlè, la storica caramella Rossana non viene citata, tuttavia l’azienda con un tweet tranquillizza sulle sue sorti con uno speranzoso «la caramella Rossana vivrà».

La caramella rossa della Perugina nasce nel 1926 in onore a Roxanne (la dama amata da Cyrano de Bergerac) e ha un gusto molto particolare: un ripieno unico e cremoso, di mandorle e nocciole, stemperate dalla delicatezza del latte.

Che piaccia o meno, la rivendicazione di questi giorni è testimonianza del legame sincero dei consumatori nei confronti di un prodotto che innegabilmente ha accompagnato la nostra infanzia, trascinando con sé una valanga di ricordi.

Un perfetto esempio di nostalgic-food che si accompagna a rievocazioni sentite di pomeriggi e di visite alla nonna, fatti di ciambelle, crostate e Rossana (che lasciavo come ultima chance) . Al là delle preferenze personali è indubbio il trasporto verso cibi che di fatto non soddisfano i gusti dei più, ma che innegabilmente sono la traccia di una cultura italiana e di una accanita resistenza ai cambiamenti… intanto sono rincuorata al pensiero che potrò ancora succhiare la caramella rossa! 😉

Tuttavia, la Rossana non è l’unico caso di prodotto rivendicato dal popolo della rete. Su questa scia la richiesta accorata di un ritorno in vita del Soldino, merendina della Mulino Bianco in voga tra gli anni ’80 e ’90; nella categoria gelati richieste di riesumazione per il mitico Piedone, stick a forma di piede al gusto di fragola e panna, lo storico Blob, la Pantera Rosa con due chewingum al posto degli occhi.