Ho trascorso un weekend da sogno. Un misto di architettura, ottimo cibo, design, amici, vino, risate, paesaggi. Per fortuna ha piovuto tutto il tempo, altrimenti avrei avuto il dubbio di averlo davvero soltanto sognato.

Sono stata nelle magnifiche terre del Chianti, grazie all’azienda KitchenAid che ha coinvolto alcuni blogger di Paper Project nel lancio di un concorso a premi basato sull’invio di ricette di cucina. Inutile dire che in palio ci sono bellissimi elettrodomestici, dai forni ai frullatori a immersione senza fili (siete ancora qui o siete tutti fuggiti a leggere il regolamento??). Tra le cose che abbiamo fatto in questi giorni (e ‘mangiare’ è stata la nostra principale attività) c’è stato un corso di cucina tenuto dal simpaticissimo chef Matia (una t sola sì, non è un refuso) Barciulli, chef stellato del ristorante Osteria di Passignano prima ed ora anche del Rinuccio 1180, bistrot custodito all’interno della tenuta Antinori.

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Lo chef ci ha intrattenuti tutto il pomeriggio con un corso di cucina davvero intelligente, ovvero come riuscire a organizzare cene senza arrivare all’ultimo minuto con l’acqua alla gola: ‘organizzarsi in tempo’ era la parola d’ordine per non farsi trovare impreparate in cucina nemmeno dalla più critica delle suocere. Ovviamente lui giocava in casa, perché aveva al suo servizio una cucina firmata KitchenAid che non vi dico, a me sembrava di trovarmi da Tiffany.

forno kitchenaid

Tra frigorifero (grande da contenermi comodamente), freezer a cassettoni, abbattitore, macchina per il sottovuoto e forni combinati con la funzione vapore, non sapevo più dove guardare (vi risparmio i vari piccoli elettrodomestici, ho cercato di sottrarne qualcuno furtivamente, ma mi hanno beccata subito). Organizzarsi è una delle attività fondamentali in cucina e lo chef ci ha suggerito di ideare il menù come prima cosa, e poi di scrivere su un foglio tutte le fasi della preparazione dei piatti, fin nei minimi particolari, dopodiché controllare quali sono le preparazioni con cui si può giocare d’anticipo e cucinarle nei giorni precedenti la fatidica cena. Ad esempio noi abbiamo preparato una fantastica panna cotta allo yogurt che poi abbiamo passato nell’abbattitore e poi subito congelato.

abbattitore

La si può fare anche una settimana prima, con tutta calma, e il giorno della cena servirla come se fosse stata appena cucinata, senza fatica, tutte truccate, con i tacchi e senza il minimo cenno di stanchezza sul viso. L’abbattitore è davvero un grane aiuto perché quando si cucina un piatto va poi surgelato, di solito lo si lascia a temperatura ambiente a raffreddare, ma così lo rendiamo soggetto ai batteri, che possono proliferare, specie nelle stagioni di alta temperatura. Con l’abbattitore invece qualsiasi cibo appena cotto viene ‘abbattuto’, anche bollente, cioè gli si riduce la temperatura, e subito dopo può andare in freezer, così mantiene intatte tutte le proprietà nutritive e non si deteriora. Altra magia della cucina KitchenAid che lo chef ci ha illustrato è stata la macchina per il sottovuoto: sia che vadano in freezer o in frigorifero, basta sigillare nei sacchetti gli alimenti appena cotti (o crudi) e togliendo loro l’aria si evita di comprometterli e gli si regala una durata maggiore.

macchina sottovuoto

Due parole (giuro: solo due) sul design dei grandi elettrodomestici Kitchen Aid (e vogliamo parlare dei piccoli come planetaria o frullatori?): linee pulite, essenziali, acciaio e vetro, niente fronzoli né orpelli, l’essenzialità che fa di loro oggetti belli da mostrare anche in un living, e non da segregare soltanto in cucina.

La giornata seguente siamo stati accompagnati alla cantina Antinori nel Chianti Classico, un esempio di altissima architettura. Da alcuni anni è il nuovo quartier generale Marchesi Antinori, che da 26 generazioni producono e custodiscono vini di indiscussa qualità. Come forse sapete, io sono architetto e quindi per me visitare questo posto è stato un po’ come portare un bambino a visitare il museo della Lego o la fabbrica di cioccolato per Willy Wonka. Quello che più mi ha stupito del progetto è lo studio accurato dell’armonia con il paesaggio: la cantina infatti quasi non si vede dall’esterno – e non è certo piccola perché copre una superficie di 50.000 mq – perché è stata completamente ritagliata e nascosta tra le colline. Sembra quasi fondersi con le colline circostanti. Quando siamo entrati infatti sembrava di accedere a un rifugio segreto stile James Bond, perché entri praticamente all’interno della collina e ti si apre davanti una magia di spazi imponenti che mai immagineresti nascosti sotto il livello dei vigneti e dei boschi. Chiamarla cantina comunque è totalmente riduttivo, è come quando sento chiamare la planetaria KitchenAid ‘robot da cucina’: orrore! E’ a tutti gli effetti un museo, una biblioteca, un omaggio alle terre del Chianti e alla storia dei Marchesi Antinori, una testimonianza del loro attaccamento alla terra e alle vigne. Ovviamente non ho solo apprezzato l’architettura del luogo, ma anche gli stupendi vini che vi vengono prodotti, tra cui Marchese Antinori Chianti Classico Riserva, Pèppoli Chianti Classico (che durante la degustazione è stato il mio preferito), Villa Antinori, Vinsanto del Chianti Classico, e anche una piccola produzione di olio, che viene custodito in una stanza che si chiama orciaia, l’extra-vergine Pèppoli.

cantina antinori

L’articolo è finito, e vi esorto ad andare subito sul sito KitchenAid, iscrivervi e inviare una vostra ricetta. Avete tempo fino al 31 marzo per poter vincere uno dei meravigliosi premi messi in palio!

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Photo credits: Massimo Bianchi