Colpo di testa del primo Maggio: Cairo.
Sono due anni che seguo le vicende di Tahrir, sopratutto ascoltando il radio-blog ALASKA; la Farnesina non ci allarma particolarmente, ho il passaporto scaduto ma non serve: si può partire. ?

Ho annotato una valanga di righe, in questi quattro giorni, pensieri e cronache, ma, per il blog, non voglio trascendere, dunque, dopo il punto, a capo, ecco un florilegio di impressioni contraddittorie che ho collezionato riguardo “la forma del peso” dei cairoti.

– I cairoti medi usano molto zucchero, molto miele, molto sesamo e molto olio. Nonostante questo, ho il sospetto che, ad ingrassare alcuni di loro sia il cibo spazzatura che la globalizzazione ci ha messo in comune. Ho tuttavia l’impressione che le nevrosi nutrizionali del primo mondo ancora non li riguardino nella stessa enorme misura che a noi. Non so dunque cosa augurare loro: di continuare ad essere liberi dai parossismi estetici o d’illuminarsi d’im-mensa, con l’inevitabile deriva di tristezza che sempre recano i regimi ipocalorici.

– Resta che, anche qui, gli affamati sono pelle e ossa. Questo conferma la verità semplice che, se non si mangia, non si ingrassa. Semplice, ma non banale: pensateci, ogni volta che vi commiserate rimuginando: “eppure non ho mangiato molto”.

– Tra la folla che circola in città ci sono diversi culturisti metrosessuali, il che mi spinge a ritrattare sulla teoria che il Cairo sia libero dai condizionamenti muscolar-ipertrofici dell’occidente.

– Anche a questa latitudine, ci sono, però, molti, molti, molti più uomini e donne corpulenti e flaccidi che palestrati. Il vestiario, in questo senso, aiuta: le tuniche, i burka, sono un camuflage perfetto, e le panze, e le terga generose, risultano, ad uno sguardo turistico, più floridi che obesi.

-Trascorse ventiquattrore, l’entusiasmo “da nuovo arrivato”, cede il posto al realismo: t’immagini con addosso i pastrani che, sull’onda emozionale, hai avuto la tentazione di comprare, e reprimi nel sangue la primavera araba del tuo guardaroba.

Conclusione qualunquista: paese che vai, fisionomia che trovi. Conclusione analitica: il peso forma si conferma ancora una volta un parametro insulso per la comprensione delle altre persone e, in un senso più lato, delle altre culture, nonché inconsistente come discrimine nei rapporti umani; la forma del peso, invece, è, ancora una volta la chiave per guardare oltre l’aspetto esteriore e scoprire tanto altro di interessante.

Appendice piramidale.

Dopo un attraversamento periurbano vissuto intensamente, -perché il codice della strada ha un unico lemma, ovvero lo strombazzamento, e perché c’è molta umanità, molta bestialità e molto altro ancora da cui farsi estasiare, di cui meravigliarsi, e molto anche di cui inorridire-, giungi nel “posto dei posti” d’Egitto, forse del Mondo intero, di sicuro fino al prossimo viaggio: la piana di Giza. Spalanchi gli occhi, la memoria corre a pagina cento del sussidiario e pensi, commosso: “allora esistete piramidi!”. Ti riscuote, quasi subito, un cammelliere che vuole scorrazzarti, poi un venditore di papiri sintetici, un sedicente Piero Ahmed Angela, un giapponese che ti piazza la sua Nikon in mano e si mette i posa: una mano aperta verso l’alto e l’altra, più sopra, a mo’ di “OK” rivolto in giù. Metti a fuoco e vedi la piramide appoggiata sul palmo destro e le ditine della sinistra che pizzicano la punta…?Voi di là dal blog, non potete indignarvi se, dopo un tale colpo alla solennità del momento, per qualche istante, la paper progettista che è in me ha avuto un’allucinazione alimentare: il triangolone ocra si è affettato in sezioni orizzontali e, per per un attimo, è diventato un’immane… piramide… nutrizionale.

LINK:

Se vi interessa ascoltare la trasmissione radiofonica ALASKA, questo è il link.

?Per il bollettino su la sicurezza e il corredo di documenti necessario per volare in Egitto, Viaggiare Sicuri è sito informativo gestito dal Ministero Affari Esteri.

Su le piramidi egizie consiglio il documentario del National Geographic caricato anche su Youtube.

Infine ecco un link alla pagina di un sito che ritengo personalmente affidabile dove trovate la spiega e l’illustrazione della piramide alimentare.