Se a tavola non riuscite a resistere dall’immortalare ogni piatto che vi passa davanti, se siete aggiornati su tutte le applicazioni necessarie a sopravvivere su un’isola deserta (purché muniti di smartphone), se non confondete microchip e microplane, allora siete i commensali ideali per la #FGD, la Foodie Geek Dinner!

Nata dalla fervida immaginazione di Mariachiara Montera (@Maricler) e Francesca Gonzales (@lagonzi), la cena offline per chi si conosce online compie proprio in questi giorni un anno, e nei suoi primi 365 giorni di vita ne ha fatta di strada.

I numeri parlano da soli: 5 cene organizzate, 23 i piatti strambi preparati da chef, che immagino essere andati nel panico alla lettura dei menù (salvo poi riemergere trionfanti dalle cucine con creazioni strabilianti), 340 i partecipanti totali, 2000 circa le foto pubblicate prima, durante e dopo le FGD, ben 3500 i tweet che ne parlano (altrimenti non sarebbero geek!)

Per capire di più lo spirito che anima le FGD ho intervistato Mariachiara e Francesca, mente e cuore della Foodie Geek Dinner.

 

A 365 giorni dalla prima FGD a Torino, qual è per voi il bilancio di quest’esperienza?

Assolutamente positivo: abbiamo dato una forma concreta e sempre più bella a un’idea che un anno fa era un bozzolo; abbiamo confermato partnership con aziende che ci stanno a cuore; il nostro rapporto lavorativo è cresciuto e si è stabilizzato in una splendida amicizia.

 

La rete ha risposto positivamente alla vostra idea, vi aspettavate un tale riscontro?

Ovviamente no, e continuiamo a fare le cose con la stessa capacità di sognare e di azzardare che avevamo all’inizio, con ancora più professionalità e sicuramente un pizzico di coraggio in più.

 

Due donne, due anime (e quattro mani) per la FGD, come vi dividete i compiti?

Insieme definiamo il tema, la lista degli invitati, la gestione degli sponsor, le logistiche con il locale. Francesca segue la parte degli accordi commerciali e i social, Mariachiara segue inviti e newsletter e produce tutte le grafiche. I confronti quotidiani poi vengono fatti tramite Whatsapp, Skype, Messenger e una birra ogni volta che possiamo.

 

Il tema della FGD di Roma è “Il cibo che nel futuro sarà vintage” e avete chiesto ai partecipanti, o aspiranti tali, un grande sforzo di immaginazione per creare menù in tema. Oggi però le domande le faccio io e vi chiedo: qual è il piatto del passato a cui siete più legate e quale piatto invece, oggi comune, pensate di rimpiangere tra 20 anni.

Mariachiara: Per me sicuramente il collo di gallina lessato, quando mia madre faceva il brodo e tutti sapevano che il collo era il mio. Tra 20 anni rimpiangerò i classici profiteroles, perché qualcuno nel frattempo li avrà destrutturati.

Francesca: Senza ombra di dubbio i passatelli, perché sono un piatto che ho preparato più volte con i miei genitori, ogni volta vengono diversi e ogni volta si toglie o si mette qualcosa. Credo il classico brodo di gallina: ci vuole tempo per farlo e ci vuole una buona gallina. Chissà se tra vent’anni avremo il tempo e della galline buone?

 

Restando in tema di previsioni per il futuro, come vedete il mondo del food tra 5 anni? Pensate che la grande notorietà che chef, ristoranti e foodblogger hanno acquisito recentemente possa durare o è una bolla destinata a scoppiare (o quantomeno a evolversi)?

Mariachiara: Tra cinque anni credo che il cibo sarà ancora al centro delle nostre notizie, ma che nel frattempo avremo imparato anche a separare chi conosce e fa cultura del cibo e chi sfrutta le scie modaiole dovunque esse portino. E che tutto questo parlare avrà portato a qualche consapevolezza in più.

Francesca: credo che non si smetterà mai di parlare di cibo, soprattutto nel nostro paese. Non può essere una bolla. Sarà più strutturato e le idee, che magari in questi anni sembravano delle novità, saranno sicuramente più chiare e assodate e diventeranno normale routine.

 

Siete entrambe molte attive, basta seguire i vostri profili social per accorgersene, ma sono certa che siete due donne come tutte noi. La domanda sorge spontanea: come conciliate tutto (lavoro, anima geek e interessi food, vita privata)?

Mariachiara: Lavorando come una matta, tantissime ore al giorno e weekend compresi. Non stacco quasi mai, per indole stacanovista e zingara. Ho la fortuna di avere un compagno che mi supporta tantissimo, e la capacità di sopravvivere in mezzo al caos e nutrendomi con gli avanzi.

Francesca: È tutto molto impegnativo, lavoro tantissimo, sempre, weekend compresi da un anno e mezzo a questa parte. Adesso sto cercando di capire cosa eliminare di superfluo e dove investire le ultime energie rimaste. Ma, quando organizzi e progetti un’attività che ti piace, l’energia esce anche quando credi che non ci sia più. La cosa migliore però è sempre organizzarsi al meglio e, per fortuna, la tecnologia in questo aiuta.

 

Noi, che curiosi lo siamo di natura, vogliamo sapere cosa vi piace di più. Quindi, bando alle timidezze e rispondete al volo!

Chef preferito:

MM: Roberto Petza

FG: Davide Oldani

 

Libro di cucina cult:

MM: Grande enciclopedia illustrata della gastronomia di Marco Guarnaschelli Gotti

FG: La cucina del buongusto, di Simonetta Agnello Hornby e Maria Rosario Lazzati

 

Piatto di Natale del cuore:

MM: Le pasticelle

FG: Le lasagne della nonna

 

In cucina mai più senza:

MM: La microplane

FG: L’impastatrice multifunzione

 

Nello smartphone mai più senza:

MM: Instagram

FG: Instagram

 

Credits photo: Stefano Sgambati

 

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